«Dobbiamo rimettere al centro della nostra vita l’Eucaristia. L’uomo senza cibo non può vivere, ma non gli basta il cibo corporale, ha bisogno del Pane del cielo. Dobbiamo cibarci di Lui per imparare ad amare come Lui e portarlo con noi in ogni parte del mondo». Questo l’invito di Mons. Angelo Spina ai fedeli che, giovedì 4 giugno, si sono riuniti nella Cattedrale di San Ciriaco per la solennità del Corpus Domini.
Nell’omelia Mons. Angelo Spina ha ricordato che l’Eucaristia è la risposta di Dio alla fame più profonda dell’uomo, una fame di verità, di bene e di vita che nessun bene materiale può colmare. «L’uomo ha bisogno del Pane del cielo», ha affermato l’Arcivescovo, sottolineando che nell’Eucaristia Cristo continua a donarsi come nutrimento per il cammino della vita.
L’Arcivescovo ha quindi invitato i fedeli a rimettere l’Eucaristia al centro della vita personale e comunitaria, ricordando l’esempio dei Martiri di Abitene che affermarono «senza la domenica non possiamo vivere», e preferirono la morte piuttosto che rinunciare alla Messa domenicale. «Non possiamo fare a meno della celebrazione eucaristica domenicale e del “giorno del Signore”, non solo come riposo, ma come momento centrale di incontro con Cristo risorto, fondamento della vita spirituale e identità del cristiano», ha sottolineato l’Arcivescovo.
«Come non si può vivere senza il pane materiale, – ha continuato – così non si può vivere spiritualmente senza Cristo. Egli è necessario, Egli è la Vita, Gesù dice a me e a te: Io sono il tuo pane, il tuo sostegno, la tua forza, la tua pace, la tua felicità! Abbiamo bisogno di cibo materiale e lo chiediamo nella preghiera, ma abbiamo bisogno soprattutto del cibo spirituale, di Gesù Pane del cielo, cibo di vita eterna, perché chi mangia la sua carne e beve il suo sangue ha la vita eterna».
Richiamando poi la lettera pastorale La croce di Cristo nostra unica speranza, Mons. Spina ha ricordato che la croce gloriosa di Gesù è il segno di come Dio ha amato l’umanità: il Figlio, «steso su un legno a braccia aperte», ha offerto la vita per tutti. Ha quindi invitato a guardare il Crocifisso nell’integralità del mistero pasquale, che non si ferma al Venerdì Santo ma giunge alla Pasqua. In questo orizzonte si comprende l’Eucaristia, «memoriale della Pasqua di Cristo» e «sacramento del suo sacrificio per la nostra salvezza», che mette i credenti in comunione con l’amore di Cristo e li chiama a vivere ogni giorno la logica del dono e della carità.
Durante la celebrazione, Mons. Angelo Spina ha anche conferito il ministero a una nuova lettrice e a tre nuovi accoliti, mentre una fedele ha ricevuto il mandato come ministro straordinario della comunione. Un momento significativo per la Chiesa diocesana, che ha visto alcuni membri della comunità mettersi al servizio della Chiesa attraverso l’annuncio della Parola, il servizio all’altare e la distribuzione dell’Eucaristia.
Infine l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a pregare per la pace nel mondo e a vivere la processione del Corpus Domini come «segno della nostra fede nel Signore Gesù realmente presente nella santa Eucaristia che trabocca dalle pareti delle chiese, per riversarsi nelle vie delle città», e accompagnare il cammino degli uomini con la sua presenza di speranza e di pace. Al termine della Santa Messa è iniziata la tradizionale processione eucaristica che, per motivi di viabilità, è stata più breve rispetto agli anni precedenti. Sacerdoti, Confraternite e numerosi fedeli hanno accompagnato il Santissimo Sacramento lungo lo Scalone Nappi fino a piazza del Senato, per poi risalire per via Papa Giovanni XXIII e fare ritorno sul sagrato della Cattedrale, dove l’Arcivescovo ha impartito la benedizione eucaristica alla città.
L’omelia di Mons. Angelo Spina: Omelia Corpus Domini 2026
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